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23 settembre 2019 - 07:52:31

Beni non pignorabili dal fisco, ecco quali sono


Con il passaggio del testimone da Equitalia ad Agenzia delle Entrate- Riscossione avvenuto il primo luglio 2017 non cambiano le regole relative al recupero dei debiti fiscali. Pertanto  l’Agente della riscossione in caso di mancato pagamento delle cartelle esattoriali in corso, potrà procedere con l’esecuzione forzata sui beni del debitore.
Tuttavia la legge a tutela di situazioni di particolare debolezza, stabilisce precisi limiti entro i quali può avere luogo l’esecuzione forzata ed individua alcuni casi in cui i beni del debitore non possono essere pignorati o possono essere pignorati solo in parte. Ecco un elenco di beni assolutamente non pignorabili al debitore:
a)      La casa di residenza del debitore:

non può essere ipotecata se il debito è inferiore ai  20mila euro;
non può essere oggetto di pignoramento se il debito complessivamente accumulato dal contribuente è inferiore a 120mila euro e la somma di tutti gli immobili di sua proprietà è inferiore a tale importo;
se il debito accumulato dal contribuente è superiore a 120mila euro, ma il debitore non possiede (anche per quote) altri immobili oltre a quello in questione e sempre a condizione che questo sia quello di residenza,           accatastato a civile abitazione e non di lusso (ossia non A/8 e A/9), la casa non può essere pignorata.
b)      Una somma superiore al quinto dello stipendio:
lo stipendio del debitore può essere pignorato per un massimo di un quinto dell’importo. Il pignoramento può avvenire una volta che il salario è stato accreditato in banca
oppure può essere comunicato al datore di lavoro; ad ogni modo, l’ultimo stipendio non può essere mai pignorato.
c)      La pensione al di sotto del minimo vitale:
Se l’importo della pensione supera tale limite, prima che l’Ente di previdenza lo eroghi materialmente al pensionato, oppure quando ormai è stato accreditato in banca, il fisco può procedere al pignoramento della pensione per un massimo di un quinto dell’importo netto a cui va sottratto il valore minimo vitale se il pignoramento avviene presso l’ Ente di previdenza.
d)      I risparmi:

l’Agente di riscossione può pignorare le somme presenti sul conto corrente usato per l’accredito dello stipendio o della pensione solo per la parte che supera il limite di 1.344,21 euro, cioè tre volte l’importo dell’assegno minimo.
e)      I beni di famiglia:

Sono impignorabili i beni che riguardano la sfera privata e affettiva, nonché quei beni che sono per loro natura deputati alla sopravvivenza del debitore e del suo nucleo familiare ( ad. es. letti, tavoli da pranzo con le relative sedie, armadi guardaroba, cassettoni, frigorifero) a condizione che non abbiano un significativo pregio artistico o di antiquariato.
f)      L’auto  di lavoro e la polizza vita.
g)      L’auto del professionista o dell’imprenditore non può essere pignorata se è strumentale allo svolgimento dell’attività lavorativa.
h)      Le polizze vita non possono essere mai pignorati.
i)      Il 50% di conto corrente e casa cointestati:

in caso di beni o di conto corrente cointestati, l’agente di riscossione potrà pignorarli per il 50% del loro valore. Se si tratta di beni divisibili, dovrà procedere alla divisione fisica e all’esecuzione forzata della metà di proprietà del debitore. Se i beni non sono divisibili, dovrà procedere alla vendita per intero del bene e all’incasso di metà del valore ricavato. L’altra metà andrà restituita all’altro titolare del bene.


03/12/2018 - Categoria: Fisco e tasse
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