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02 marzo 2021 - 14:17:25

RISORSE GIOVANILI – CARMINE GIOVANNI RUBINO – MILLENNILAS


“L’adolescente di oggi vive, rispetto a quello del passato, in una dimensione di continua incertezza; soprattutto riguardo il suo futuro, il lavoro, l’indipendenza. A questo si unisce il grande sviluppo tecnologico della nostra attuale società: gli adolescenti di oggi, sono “nativi digitali”, vivono in case hi-tech, sono sempre connessi. La tecnologia, se usata bene porta a molteplici possibilità di apprendimento e di fare esperienze, i media digitali sostengono anche lo sviluppo di abilità cognitive e pratiche, ciò stimola i processi di apprendimento, favorendo la creatività e l’ingegnosità, ma aiuta anche lo sviluppo del pensiero logico e della capacità espressiva. Gli adolescenti di oggi
sembrano aver bisogno non tanto di informazioni, quanto piuttosto di un punto fermo con cui confrontarsi e rielaborare le informazioni apprese, per riuscire a “capire”, oltre che semplicemente “sapere”: di un ruolo, dunque, pienamente “formativo” ed “educativo”. Diceva lo studioso J. Harris che lo scopo dell’educazione è quello di trasformare gli specchi in finestre, perché un adolescente giustamente informato difficilmente farà scelte sbagliate!
Non solo in Italia sono significative le difficoltà che sta attraversando l’istruzione e formazione professionale ma in diversi paesi Europei: sempre più ragazzi e ragazze scelgono l’istruzione generalista per posticipare la scelta di “cosa fare da grandi”. Ci sono, infatti, importanti fattori strutturali che comportano la perdita di rilevanza dei canali di ingresso al mercato del lavoro e il perdurare di situazioni di disoccupazione o sottoccupazione che – quasi automaticamente – ritardano l’uscita dalla casa dei genitori. Non è casuale l’aumento dei giovani adulti (18-34 anni) che vivono con i genitori. Negli ultimi 10 anni sono aumentati un po’ ovunque in Europa. Considerando i dati Eurostat il fenomeno ha dimensioni macroscopiche solo in alcuni Paesi mediterranei (tra cui l’Italia) e dell’Europa Orientale, ma è in crescita anche in Svezia, Danimarca, Olanda e Francia. Noi giovani veniamo spesso criticati, poiché non siamo più quelli di una volta e non esprimiamo le nostre idee. Tutto ciò accade per colpa della società, sempre più disorientata nella quale abbiamo poco spazio. I giovani delle generazioni precedenti erano prigionieri delle ideologie, invece oggi siamo incompresi da una società legata alla tecnologia e al materialismo. Al giorno d’oggi non è facile inserirsi nella società, poiché ci sono molti ostacoli. Ultimamente si sente sempre di più parlare di mafia, corruzione e conflitti di interessi. E’ per questo che i giovani vedono la politica come una cosa che non gli appartiene e non la vivono attivamente. Non hanno più fiducia in essa, poiché negli ultimi anni ha offerto soltanto incertezze e precarietà. Le soluzioni a questo problema esistono. Bisogna offrire fiducia alle nuove generazioni, come proporre il recupero del senso della collettività. Si può trovare ottimismo nell’approccio con il mondo della politica, considerandolo come strumento d’aiuto per la società. Non possiamo continuare a considerare la politica disonesta e perversa. I giovani devono reagire ed interessarsi ad essa per cambiarla. Nel 2019 il programma di Governo ha posto al centro della propria azione le politiche in favore dei giovani, partendo dalla convinzione che limitate opportunità per i giovani si traducano in minori possibilità di crescita e di mobilità sociale per l’intero Paese.
Il Dipartimento, in attuazione dei decreti di riparto, ha realizzato, negli anni scorsi, sia un’attività diretta, attraverso la pubblicazione di avvisi pubblici per la presentazione di progetti destinati ai giovani, sia un’attività di confronto con i vari soggetti e stakeholders delle politiche giovanili per concordare iniziative comuni, oggetto di convenzioni e accordi conclusi con le Regioni, l’ANCI e altri attori istituzionali, tra cui l’Agenzia Nazionale per i Giovani (ANG) e il Forum Nazionale per i Giovani, o di compartecipazioni rispetto a progetti proposti da soggetti diversi. Alle attività finanziate con il Fondo per le Politiche giovanili, si aggiunge il Piano di Azione e Coesione (PAC), lo strumento di riprogrammazione della spesa, avviato nel 2011 dal Governo e costantemente aggiornato, con l’impegno a spendere meglio e più rapidamente i fondi comunitari, co-finanziati con fondi nazionali e destinati all’Italia del Sud (Regioni Obiettivo Convergenza). In linea con le politiche di welfare e con l’azione di coesione ed inclusione sociale promossa dall’Unione Europea, il sistema non profit, rappresentato da associazioni, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, enti senza scopo di lucro, è da considerare un efficace mezzo per raggiungere l’obiettivo finalizzato a tradurre i bisogni sociali in proposte concrete.
L’importante è non scoraggiarsi”.

CARMINE GIOVANNI RUBINO – MILLENNILAS


09/07/2019 - Categoria: Comunicati
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