Salerno, nuova frontiera nella cura dell’Alzheimer: prima infusione di anticorpi monoclonali
Salerno, nuova frontiera nella cura dell’Alzheimer: prima infusione di anticorpi monoclonali
Importante passo avanti nella lotta all’Malattia di Alzheimer presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Salerno, dove è stato avviato un nuovo trattamento con anticorpi monoclonali anti-amiloide.
La prima infusione è stata effettuata su un paziente salernitano di 69 anni presso l’Unità Operativa Complessa di Neurologia diretta dal prof. Paolo Barone.
Non più solo gestione dei sintomi: questo approccio innovativo mira a intervenire direttamente sul processo biologico della malattia, con l’obiettivo di rallentare il declino cognitivo e comportamentale.
Il trattamento rientra nell’attività di un team multidisciplinare guidato dalla prof.ssa Marianna Amboni, con la collaborazione dei medici Federico Di Filippo e Giuseppe De Biasi, impegnati nella diagnosi precoce e nella gestione avanzata delle malattie neurodegenerative.
Gli anticorpi monoclonali, come Lecanemab e Donanemab, agiscono rimuovendo le placche di beta-amiloide nel cervello, risultando efficaci soprattutto nelle fasi iniziali della malattia.
⚖️ In Europa i farmaci sono stati autorizzati nel 2025, ma in Italia l’AIFA non ne ha ancora previsto la rimborsabilità. Attualmente, il trattamento è accessibile solo in regime di uso compassionevole, riservato a pazienti selezionati e in contesti altamente specialistici.
Il percorso prevede infusioni mensili in Day Hospital, con controlli clinici e strumentali costanti, inclusa la risonanza magnetica, per monitorare eventuali effetti collaterali.
Un segnale concreto di innovazione e speranza, che proietta Salerno tra i centri all’avanguardia nella ricerca e nella cura delle malattie neurodegenerative.

