Salerno capitale del dibattito sulle ZES
Salerno capitale del dibattito sulle ZES: dal convegno
ASI la rotta per il nuovo Sud
Sessanta miliardi di investimenti autorizzati nelle dieci regioni del
perimetro. De Luca al debutto da Sindaco: tre miliardi sulla città e pugno
duro con chi lascia i cantieri a metà
Salerno, 10 giugno 2026 – Il Mezzogiorno che cresce più del resto d'Italia è il dato di
partenza da cui si è mosso, ieri pomeriggio al Mediterranea Hotel, il convegno organizzato
dal Consorzio ASI Salerno sul modello insediativo delle Zone Economiche Speciali, tra
semplificazioni e incentivi. Attorno al tavolo ,con il patrocinio di Comune di Salerno, Camera
di Commercio, Confindustria Salerno e ANCE AIES,i rappresentanti delle istituzioni, del
tessuto produttivo e dell'università, sono stati chiamati a misurare lo stato di salute di uno
strumento che ha cambiato il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione nel Sud del
Paese.
La ZES Unica, in vigore dal 1° gennaio 2024, non è più infatti una scommessa sperimentale
ma una componente stabile della politica industriale nazionale. E i numeri presentati a
Salerno ne certificano la maturità.
A fissarli è stato Giosy Romano, Capo del Dipartimento per il Sud della Presidenza del
Consiglio dei Ministri: «La ZES si è dimostrata la più grande infrastruttura immateriale degli
ultimi tempi: 1.370 autorizzazioni rilasciate e investimenti pari a 60 miliardi di euro nel
perimetro delle dieci regioni ZES. Una misura e un istituto che può dare alle imprese e ai
professionisti un'opportunità di svolta rispetto alle misure finora concesse».
Se Romano ha messo sul tavolo il bilancio nazionale, ad Antonio Visconti, Presidente del
Consorzio ASI Salerno, è toccato indicare il punto su cui si gioca la partita: il tempo. «La
capacità di garantire tempi ridotti e prevedibili rappresenta il vero elemento di competitività
per un'impresa, soprattutto nel Mezzogiorno. Il modello ZES spinge le amministrazioni ad
assumersi responsabilità, a essere parte di un sistema che deve affrontare la competizione
internazionale». Da qui l'invito a non leggere la misura come una forma di sostegno a fondo
perduto: «Le imprese non chiedono assistenza, ma stabilità, programmazione e strumenti
per continuare a crescere: la sfida è trasformare queste risorse in sviluppo strutturale e
duraturo per il Sud».
Il finale è stato tutto del Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Due gli annunci: un
programma di investimenti da tre miliardi di euro destinato alla città e una stretta senza
appello verso gli operatori che non rispettano gli impegni assunti. «Società come Enel e
Open Fiber, che intervengono e lasciano incompiuti i lavori, non opereranno più a Salerno»,
ha avvertito, anticipando il blocco dei permessi per chi abbandona i cantieri.
Filo conduttore della giornata, il ruolo di apripista della Campania, che per prima sperimentò
lo strumento ZES e che oggi raccoglie i frutti di quella scelta. Su un punto, relatori e platea si
sono trovati d'accordo: senza una burocrazia rapida e affidabile, nessun incentivo basta. È lì
che il Sud si gioca la possibilità di trasformare una stagione favorevole in crescita duratura.

